PUBBLICATA LA CARTA DEI DIRITTI PERSONALI
E SOCIALI DEI BAMBINI
NI-AMAMI ha pubblicato lo scorso 19 novembre - Giornata Mondiale per la Prevenzione
dell'Abuso Infantile - la CARTA DEI DIRITTI PERSONALI E SOCIALI DEI BAMBINI
con l'invito di diffonderla e farla conoscere ai genitori, agli insegnanti,
alle persone che, a qualsiasi titolo, sono responsabili della loro educazione,
dell'assistenza, dell'accompagnamento, e delle cure. Nell'attuale momento storico,
in cui tragici eventi di guerra e distruzione stanno radicalmente modificando
non solo gli scenari politico, sociali ed economici internazionali, ma anche
la condizione antropologico-esistenziale di ogni singolo individuo, la quotidianità
appare caratterizzata, rispetto al passato, da un grado molto maggiore di instabilità
e complessità, attraversata da un'inquietudine che recentemente da alcuni
è stata descritta come "la nuova dimensione dell'angoscia".
Sembra che in un siffatto contesto antropologico l'uomo si stia confrontando
con la perdita di quelle certezze e di quei riferimenti che avevano precedentemente
consentito l'organizzazione del vivere politico, economico, strutturale e culturale
della società.
In questo contesto il problema dell'abuso infantile è centrale e prioritario:
ogni giorno di più una questione che deve interessare tutti. Non bisogna
chiudere gli occhi perché "... é qualcosa che non mi compete!";
ognuno può essere di grande aiuto se si trasforma in cassa di risonanza
e diffonde l'idea che questo tipo di abuso, in tutte le sue declinazioni, è
un crimine contro l'umanità, e che in tutte le sue forme rappresenta
una scandalosa deriva per la comunità, la società e la nostra
civiltà stessa nel suo insieme. Esso infrange infine la carta dei diritti
dei bambini, nella quale si specifica che l'abuso é: - comportarsi in
modo scorretto, provocando, anche involontariamente, qualche trauma, facendo
vivere situazioni pericolose che gli adulti minimizzano; - agire con negligenza,
facendo prevalere i bisogni o i desideri degli adulti, senza pensare che questo
può provocare situazioni di disagio; - non valutare che sino ai tre anni
i bambini sono persone a rischio perché non hanno ancora raggiunto una
maturazione psico-neuro-biologica completa; - non ricordare che un trauma, nei
primi anni di vita, provoca un danno che può condizionare tutta la vita;
- non tenere conto che spesso con la nostra personalità adulta possiamo
agire negativamente su quella, che si sta organizzando, di un bambino. La complessità
della nostra società é favorita dall'atteggiamento
insofferente e recriminatorio ed egoistico di tutti i cittadini che, con le
loro scelte e manifestazioni, aumentano l'instabilità ed i dubbi per
il domani.
Anche nel campo della tecnologia e della ricerca scientifica il quadro che si
scopre non è per nulla tranquillizzante. In questa situazione caotica
e, soprattutto, incerta e pericolosa quanto può esserlo vivere sopra
una polveriera, la prima struttura sociale ad essere colpita è proprio
la famiglia, quel nucleo che è sempre stato considerato fulcro insostituibile
della società. Nessun ambito sociale si sente tranquillo e fiducioso,
neppure la famiglia in cui si accentua l'egoismo, i ruoli sono diventati confusi,
le prospettive e le aspettative non condivise non riuscendo pertanto più
a contrastare i tanti fattori negativi della vita quotidiana.
Le ricerche più recenti nel campo delle neuroscienze e, in special modo,
quelle sui problemi posti dalla psico-neuro-fisiologia dello sviluppo psico-mentale,
hanno chiarito in modo inequivocabile l'importanza di: - una casa come luogo
per lo sviluppo degli affetti e dei valori; - una scuola capace di integrare
nelle linee guida della società; - un ambito sociale fondato sull'integrità
e sul rispetto della persona. È stato ribadito il concetto dello sviluppo
fasico del bambino e, quindi, delle sue necessità, che devono essere
rispettate perché possa organizzare quelle caratteristiche personali,
sociali ed anche emotive, affettive, cognitive e volitive che lo portano a considerarsi,
e ad essere considerato, come uomo nel vero senso della parola.
Di fronte ad un siffatto quadro sociale, diventa non solo etico, ma anche "ecologico":
- predisporre una difesa dei bambini; - affrontare con decisione quello che
possiamo chiamare abuso sociale perpetrato nei loro confronti; - approfondire
lo studio sui segni prodromici per individuare il pericolo della sopraffazione
e, soprattutto, i metodi per fare della prevenzione e per affrontare e combattere
le conseguenze cliniche e psicopatologiche.